Utilizziamo i cookie per migliorare la vostra esperienza sul nostro sito. Navigando questo sito, l'utente accetta di utilizzare i cookie. Accetto?

Viaggio tra le etichette: a Barolo sono 282mila

etichette, museo delle etichette, collezione etichette

Ci sono etichette di 104 Paesi diversi (tra cui, ad esempio, quelle rarissime dell'Iran dove dopo la rivoluzione islamica non è stato più possibile produrlo), ma anche le più celebri di Borgogna e quelle firmate dai grandi pittori del Novecento, da Picasso a Chagall, da Mirò a Warhol.
Il mondo delle etichette del vino sa affascinare ben oltre il mondo dei collezionisti, ancor più quando queste sono nell'incredibile numero di 282mila. A raggrupparle Cesare Baroni Urbani di Sirolo che ne ha fatto dono al Comune di Barolo perché fossero collocate nella sede più idonea: il WiMu, uno dei più importanti musei multimediali tematici al mondo, che ha sede all'interno del Castello di Barolo. 

etichette, museo delle etichette, collezione etichette, WiMu

Tante le curiosità raccontate dal professor Baroni Urbani: "Spicca dalla Germania la famosa e antica etichetta di “Berncastler Doctor”: il vino è di Bernkastel, Doctor è il nome del vigneto e l’etichetta riproduce un immaginario Dottore arruffone che convince i villici a comprare il suo vino.
Per quanto riguarda la Francia, le etichette stampate dalla ditta Labaume Ainé et Fils, la più antica casa vinicola della Borgogna, tra cui - si suppone - ci sia la più antica etichetta di vino stampata su carta tuttora conservata. E poi, champagne dei produttori Lambry, Geldermann & Deutz, con etichette ottocentesche che raffigurano elefanti per l’esportazione in India e la vendita ai maragià indiani, e dallo Stato di New York il vino kosher (per ebrei ortodossi) degli anni ’30 e ’40, con immagini di cammelli e asini che dovrebbero ricordare la Terra Promessa". Un'altra rarità - spiegano sempre da Barolo - è l’etichetta di Pinot Nero prodotto nella vigna più a Nord del mondo, in Norvegia, che riproduce un’opera del pittore Edvard Munch, diversa per ogni annata.


etichette, museo delle etichette, etichette, WiMu, vino

Come sede per la collezione è stato scelto l'ex collegio femminile ai piedi del Castello, ribattezzato WiLa (Wine Labels Collection) dove le etichette hanno trovato posto in diversi armadi. La straordinaria collezione potrà anche essere gustata attraverso appositi percorsi e mostre tematiche che saranno proposti periodicamente.

Il WiLa è visitabile ogni sabato, domenica e giorno festivo a partire dal 25 marzo, dalle 10,30 alle 19.00 con ultimo ingresso alle 18.00.
Il biglietto di ingresso costa 2 euro, mentre il ticket cumulativo WiMu + WiLa ha un prezzo di 9 euro. 
etichette, museo delle etichette, etichette, vino

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.