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Viaggio in Germania: così ho scoperto sapori iraniani


Succede quasi ogni giorno di scontrarsi contro pregiudizi e stereotipi. Sono quelle frasi fatte che hanno lo stesso effetto di una passeggiata in pantaloncini corti in mezzo ad un cespuglio di ortiche.
Uno di questi stereotipi riguarda la cucina tedesca, e recita più o meno così: “Ma cosa vuoi che ne capiscano quelli di cucina! Mangiano solo würstel e crauti!” Un tempo forse…ma anche su questo ho molti dubbi.
Sì perché durate i miei ultimi viaggi in Germania, dove ritrovo parenti ormai emigrati da anni, ho avuto la fortuna di respirare le nuove tendenze in fatto di gastronomia tedesca; e sono movimenti che aprono la mente (oltre che le papille gustative).
Ed è così che ho assaporato la contaminazione tra profumi, sapori e culture. Si parla spesso di un’Europa chiusa in se stessa su molti fronti; forse la gastronomia potrebbe insegnare qualcosa a riguardo.
Ho conosciuto Ali Ghawami, proprietario di Rays, ristorante che regala, tra l’altro, tramonti sul Duomo di Speyer (patrimonio dell’umanità UNESCO e cittadina incantevole adagiata sulle rive del Reno).


germania, Rays, ristorante Rays, cucina iraniana, Ali Ghawami,

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Iraniano, ha potuto donare ricchezza mischiando una cucina abbondante di carne, selvaggina e verdure con profumi e spezie che solo i popoli orientali possono regalare.

zuppa di marroni,  prosciutto croccante,

Dalla zuppa di marroni servita con prosciutto croccante al piatto terra e mare con filetto di manzo e gamberoni su letto di crema di zucca, patate e funghi;

dalla coda di rospo servita su risotto allo zafferano (da milanese posso dire: ottimo risotto!)

alla coscia d’oca con cavolo rosso aromatizzato alla cannella, l’arcobaleno di emozioni mi ha lasciato senza parole.

Ciò che mi porto a casa da queste esperienze è l’amore crescente per i prodotti. Un amore che le contaminazioni accrescono a dismisura. La capacità di questi pionieri dei nuovi sapori è anche questa: ri-valorizzare prodotti secolari, dar loro nuova vita e, di conseguenza, far innamorare della semplicità (pur nella complessità di una ricetta vista e rivista secondo nuovi abbinamenti) dei prodotti a nostra disposizione.

Come dice il maestro Gualtiero Marchesi: “avete presente quante vite può avere un arrosto? Basta un profumo a cambiarne la sorte”.

 

Read 1461 times Last modified on Giovedì, 12 Gennaio 2017 15:31

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