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 Alessandra Gennaro
Una ex ragazza, con delle idee.

 

Alessandra Gennaro

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  • Chi mai andrebbe dal macellaio a farsi risuolare le scarpe?

    Eppure oggi chiunque si sente autorizzato a dispensare con estrema leggerezza consigli nutrizionali. 

    L’apice della conoscenza è la consapevolezza in ogni campo della vita, e quindi anche in campo alimentare. Una consapevolezza che nella fretta delle nostre giornate si perde a volte, per lasciare spazio alla "paura" di alcuni cibi, oppure peggio alla "noncuranza" di ciò che mettiamo in tavola, perché la fretta fa da padrona. 

    E questi atteggiamenti, ci fanno commettere gravi errori alimentari, che a lungo andare, possono anche ripercuotersi sulla nostra salute. Diventa importantissimo allora informarsi in modo corretto e consapevole, da fonti attendibili e scientifiche e non "dal portinaio e dal vicino di casa" (con tutto il rispetto ovviamente per il portinaio ed il vicino di casa!) 

    E' anche vero che spesso i mass media non ci aiutano, facendo passare comunicati fuorvianti... Il "terrorismo psicologico" è sempre in agguato, pur di acchiappare al volo qualche lettore in più si è disposti a tutto, fino a ridurre all’osso una comunicazione nutrizionale a discapito della complessità e completezza, privilegiando la brevità, perché il rapido è indolore, funziona sempre bene e fa colpo sulla massa! 

    Questo però a mio avviso fa parte della nostra responsabilità, della nostra voglia e capacità di ampliare la consapevolezza, della abilità che dobbiamo acquisire pian piano, nel discriminare e nel dover porre estrema attenzione alla scelta delle informazioni nutrizionali da considerare attendibili. 

    Il cibarsi è un atto semplice solo in apparenza, in realtà coinvolge moltissime sfere del nostro personale credo e della nostra vita: affettiva, emotiva, etnica, familiare... tutto questo contribuisce alla nostra complessiva idea di cosa sia il "buon cibo". 

    L'importante però è esserne consapevoli! 

    Il problema odierno è proprio questo: se lo siamo davvero. 

    Siamo sempre certi di sapere cosa troviamo nei nostri piatti ogni giorno? In un momento storico in cui non siamo più i produttori del nostro cibo, acquistiamo e consumiamo sempre più cibi pronti senza sapere come vengono processati e preparati, abbiamo inconsapevolmente delegato in mano ad altri la nostra salute. Con queste pagine spero di fare un po’ di luce su alcuni temi “caldi” legati al cibo. 

     

  • Luoghi esotici o luoghi comuni?

    Tutte le stagioni di Singapore

    Gli abitanti di Singapore amano profondamente la loro città. E' la prima cosa che ti trasmettono (anzi, al momento pure l'unica: per ora, non brillano, sul fronte della comunicazione): ti incontrano, ti sottopongono a quelle che per loro sono le domande di benvenuto, per te un condensato del manuale del perfetto interrogatorio - capitolo sul  terzo grado -  dopodiché  attaccano con le dichiarazioni d'amore per il posto che ti accoglierà da oggi in poi. Lo fanno con una spontaneità così ingenua e così commovente, che alla fine ti ritrovi a partecipare con loro a questa metaforica “ola”,ad annuire convinto ad ogni loro affermazione, quasi che anche tu avessi una lunga esperienza sul campo, anziché essere arrivato l'altro ieri e non aver ancora capito a quale uscita della metropolitana corrisponda il percorso più breve per arrivare a casa tua. L'entusiasmo, si sa, è contagioso, e visto quello che di solito ci si prende all'Euqatore, tanto vale farsi contagiare da quello. 

    Tuttavia, qualcosa che non va bene c'è, ed è questo terrificante clima equatoriale, che ti appiccica i vestiti già di primo mattino, ti arriccia i capelli, ti impone ritmi dannatamente lenti e trasforma l'attenta auscultazione del tuo corpo in una cacofonia di scricchiolii di ossa che neanche ci stessimo sparando la maratona di Skeleton 1-2-3-4, e pure con le cuffie ad infrarossi
    Questo, i Singaporiani lo sanno, e se ne scusano, da subito, con un dispiacere altrettanto sincero: il clima, non va. Arrivano anche ad ironizzarci su, sostenendo che non è vero che a Singapore non esistano le stagioni, che anzi ci sono e sono ben tre, “caldo, più caldo e caldissimo” ma il problema rimane. Gli aspetti positivi si compensano con quelli negativi: è vero che non devi fare il cambio di stagione negli armadi, ma guai a non arieggiarli ogi giorno, se non ci si vuol ritrovare con una collezione di tubini verde-muffa, quando avevate insistito perchè fossero tutti di colori diversi; è vero che non ci sono le noie dei caloriferi: pulizia, manutenzione-spurgo e via dicendo; ma provate a rimaner mezz'ora coi condizionatori fuori uso; è vero che ti passa la fame, ma in concomitanza passa anche la voglia di muoversi, vasche in piscina comprese. L'unica reale conseguenza benefica la si registra sul fronte della conversazione, liberata finalmente dell'odioso luogo comune del “non esistono più le mezze stagioni”. Qui, una ne abbiamo-e ci tocca godercela  intera. 

     

  • Che ci faccio qui? Diario di una expat fuori luogo

    Nome: Alessandra
    Cognome:Gennaro
    Nom de plume: Van Pelt. Come la Lucy, l'amica di Charlie Brown, l'avete presente? La sorella di Linus, quella innamorata del pianista, che fa le consulenze nel baracchino a 5 cent. Me lo porto dietro dalla nascita e me lo ha affibbiato niente meno che mia mamma, praticamente da quando ho iniziato a parlare. Ho passato l'infanzia a guardarmi allo specchio e a chiedermi dove fosse la somiglianza, visto che Lucy è piccola, bruna e grassottella mentre io ero una bambina alta, bionda e sottile. Respingo con vigorosa fermezza qualsiasi illazione in merito ad affinità caratteriali, che reputo malignità belle e buone e pure di basso livello. Che colpa ne ho, se sono perfetta e ho sempre ragione?

    Luogo di nascita: Genova- parte genoana
    Segni particolari: Odio l'estate. La odio di un odio tangibile, viscerale, profondo, che mi cambia i connotati del volto e la larghezza del giro vita (sono l'unica persona al mondo che, col caldo, ingrassa), nei suoi sintomi e nelle sue manifestazioni. Accolgo l'avvento dell'ora legale con lo stesso entusiasmo di un condannato a morte quando gli annunciano che il boia è puntuale, mi avvinghio come l'edera ai condizionatori, da maggio a settembre e mentre le mie amiche discettano felici delle ultime tendenze in materia di bikini e infradito, io mi informo sugli ultimi ritrovati,medici e magici, contro le scottature da insolazioni.
    Allergie: Arachidi, Ananas, Mango, Papaia e Frutta Tropicale in genere. 
    Luogo di espatrio: Singapore.

    “Quella” Singapore.
    Quella a +1 sopra l'Equatore, quella dell'eterna stagione estiva, quella dell'umidità al 95%, quella delle piscine condominiali, delle expat magrissime e bellissime con le infradito tutte tempestate di brillanti e pietre preziose, dell'estratto di ananas che fa dimagrire, del cocktail di mango che ti disseta, della pillolina di papaia che ti tira su- e dell'immancabile cena thai, “che quanto mi piace, sentire le arachidi dappertutto”. 
    Quando si dice una expat fuori luogo....

     

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