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La pizzeria di quartiere e il menu in braille

Menu in braille per pizzeria

Disponibile da Concettina Ai Tre Santi e realizzato in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano, è un'iniziativa nella filosofia della pizzeria come luogo di incontro

Il quartiere Sanità a Napoli non è certamente il luogo più semplice dove fare impresa. Eppure, in questo angolo storico della città, c'è chi ha pensato di continuare a investire lavorando per migliorare la vita dell'intero quartiere. E' il caso della pizzeria Concettina Ai tre santi, nata nel 1952 da una classica rivendita per la pizza fritta (vedi l'articolo dedicato alla storia della pizza fritta su A Tavola di agosto 2017) dov'era solo Concettina Flessigno a lavorare. Il basso è stato trasformato  dai tre figli prima in una pizza da asporto e, successivamente, in una pizzeria vera e propria. Oggi Concettina Ai Tre Santi è uno dei simboli della pizza napoletana gourmet ovvero ricetta della tradizione, lunghe lievitazioni (dalle 12 alle 24 ore a seconda della stagione) e un'attenzione superlativa agli ingredienti.

Nella pizza che oggi firma Ciro Oliva, classe 1992 e quarta generazione della famiglia, ci sono Provolone del Monaco, Antico Pomodoro di Napoli Miracolo di San Gennaro, Alici di Cetara e così via. Quello che più colpisce è, però, il rapporto della pizzeria con il quartiere. Il nostro cuore - è il loro motto - è nel rione Sanità. Da qui le tante iniziative di solidarietà come la pizza sospesa (ogni giorno sono una decina) da offrire a chi non può pagarsela,  la pizza Fondazione San Gennaro per sostenere le opere di solidarietà della Chiesa di Don Antonio Loffredo o l'intervento nel progetto Sos Alberi per la Sanità.

Anche l'ultima (bella) iniziativa si ispira alla logica di inclusione che nasce dal concetto di pizzeria di quartiere: la traduzione del menu in braille realizzato in collaborazione con l' Istituto dei Ciechi di Milano. Un'iniziativa che merita di essere copiata. 

 

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