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Caffè: 4 miti da sfatare

Caffè e benessere: quando il mattino ha l’oro in...moka!

Che si beva a casa, al bar o al lavoro, il 61% degli italiani dichiara di non immaginare una vita senza caffè. È solo il primo dei dati che emerge da una recente ricerca internazionale condotta dall’Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC) su un campione di 4.000 consumatori in 10 Paesi europei.

Non potevamo evitare di presentarvi i dati di quest’indagine, a maggior ragione dopo che il 56% degli italiani intervistati ha dichiarato di volere più informazioni sul caffè per seguire uno stile di vita sano. Eccovi accontentati con alcuni miti da sfatare. 

1. “Il caffè non riduce il rischio di diabete di tipo 2”. Falsa convinzione per il 71% degli europei; infatti l’evidenza epidemiologica ha dimostrato che il consumo di 3 o 4 tazzine di caffè al giorno può essere associato ad una riduzione di circa il 25% del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (cfr. Huxley et al., 2009, Coffee, Decaffeinated Coffee, and Tea Consumption in Relation to Incident Type 2 Diabetes Mellitus).

2. “Il caffè non aiuta a ridurre il declino mentale delle persone anziane”. Altra falsa convinzione sostenuta dal 63% degli intervistati. Una ricerca mette in mostra come un moderato consumo di caffè per tutta la vita (3–5 tazzine al giorno) sia associato ad una riduzione fino al 20% del rischio di sviluppare morbo di Alzheimer e malattia di Parkinson (cfr. Santos C. et al., 2010, Caffeine intake and dementia: systematic review and meta-analysis).

3. “Un moderato consumo di caffè aiuta la concentrazione e la vigilanza”. Questa volta l’idea del campione intervistato è da semaforo verde. Lo conferma l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA): l’assunzione di 75 mg di caffeina (una tazzina di caffè circa) può incrementare proprio attenzione e vigilanza (cfr. 2011, EFSA Panel on Dietetic Products, Nutritions and Allergies).

4. “Bere caffè fa male al cuore e al sistema cardiovascolare”. Paletta rossa su questa convinzione del 42% degli europei. In realtà, numerose evidenze scientifiche mostrano un’associazione tra consumo di caffè (3-5 tazzine al giorno) e diminuzione del rischio cardiovascolare (cfr. European Heart Network, European Cardiovascular Disease Statistics 2012).

Valicando le Alpi direzione Roma, c’è da dire che noi italiani siamo più consapevoli dei benefici del caffè: il 75% dei nostri connazionali pensa che il consumo di questa bevanda possa influire positivamente sulla salute.

Sembra la cosa più semplice il caffè, ma se si interpella un italiano si capisce come questa bevanda sia un micromondo, una Divina Commedia da leggere in 30 secondi, un caleidoscopio sensoriale. Il 65% degli italiani ne ama il gusto e il 36% l’aroma; il 43% lo beve perché fa iniziare bene la giornata, il 20% perché chiude bene il pasto, il 19% perché rappresenta un’abitudine a cui non si può rinunciare, il 10% perché aiuta a socializzare con la famiglia, i colleghi e gli amici, il 9% perché consente di ritagliarsi una pausa di relax e il 2% perché è semplicemente la bevanda preferita.

Insomma, ascoltando un italiano parlare di caffè viene il dubbio che per prima cosa Dio abbia creato proprio la bevanda nera, altrimenti non ce l’avrebbe fatta a fare tutto il resto.

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