Open Garden è un grande progetto: "dal 1986 il più grande che io abbia concepito", ha detto Teo (almeno fino al prossimo anno. Ndr). Nato anche tramite un crowfounding è un parco di 70.000 metri quadrati dedicato alla Birra "Viva". Tradotto: un grande spazio, aperto alle famiglie, ai gruppi di giovani e così via che potranno conoscere il mondo della birra artigianale e organizzarsi qui il pic nic Baladin nelle diverse aree di accoglienza dotate di grande braciere centrale. Baladin fornirà la brace e le strutture e chiunque potrà usufruirne gratuitamente. A caratterizzare il pic nic sarà, però la presenza del mercato racContadino dove acquistare le materie prime per il pic nic. Ci sarà il "verdurivendolo", le erbe officinali con i sali aromatizzati, il tartufo nero dei tartoficoltori in Langa, le uova delle "galline felici", il pesce della riserva naturale di Crava Morozzo, poi le nocciole, i gelati, i salumi e i formaggi oltre naturalmente alla carne piemontese.
Cuore del parco la cascina “Coda”: una suggestiva costruzione rurale, risalente alla fine del 1600 e censita anche nel catasto napoleonico, in cui troveranno posto le cantine di affinamento (per la birra Xyauyù), la birreria e la salsicceria, la sala incontri, ma anche la torrefazione dove si spiega come nasce il caffè e il laboratorio del cioccolato dove si spiega, a partire dalla fava di cacao, come nasce questo prezioso alimento. All'esterno il forno comune rimesso in attività e a soli 800 metri il luppoleto e i campi d'orzo, le materie prime della birra.
Il progetto del parco ci era stato anticipato, lo scorso anno, in un'intervista raccolta da Alessandro Ricci a Teo Musso di cui riportiamo alcuni brani:
Teo Musso, partiamo dal nome. Si legge Baladin o alla francese – baladèn – e da dove nasce?
Significa cantastorie, in francese antico. La passione per l'arte circense nasce da un passaggio a Piozzo di un circo itinerante composto da artisti di strada, le Cirque Bidon, che gira l'Europa a piedi, di cui sono rimasto affascinato e con cui sono “scappato” per qualche mese.
Definisci cosa si intende per birra artigianale
Partiamo da chi produce: deve essere un birrificio iscritto all'albo degli artigiani, un birrificio commerciale che produce e fa mescita diretta, o un birrificio agricolo che produce almeno il 51% di materie prime nei propri campi. Queste tre entità devono essere indipendenti, ossia non devono essere partecipate da multinazionali. E produrre meno di 200 mila ettolitri, soglia considerata dalla Comunità Europea come piccola produzione di birra. Infine, il prodotto, al momento del confezionamento, deve essere vivo. Per me, senza entrare nella qualità e metodologie di produzione, sono queste le definizioni di birra artigianale.
Qual è la passione extrabirraia che più ti ha influenzato nel modo di pensare la birra?
Sono due. Una non è una passione, quanto un dna inconscio: è il legame con il mondo del vino. Per vita vissuta, territorio, genetica. Ma tutto il mondo della birra artigianale italiana deve un ringraziamento viscerale al mondo del vino. Nel 1996, quando siamo partiti, serviva una forza molto più grande di quella che noi potevamo generare. Venivamo da un decennio precedente segnato, per il vino, dallo scandalo metanolo. Uno scandalo che ha costretto gli italiani a mettere il naso nel bicchiere. Questo ha interessato, di riflesso, anche la birra, che prima era praticamente inodorabile. Si è invece trasformata in profumi da bere.
Una passione che mi ha guidato è sicuramente legata alla sensibilità musicale. Mi ha educato ad avere sensibilità per i particolari: per il prodotto, ma anche per il modo di vestirlo e di comunicarlo.
Quale dote non può mancare ad un birraio?
La sensibilità e il palato, perché la tecnica la possono imparare tutti.
Nella tua carriera, qual è il passo di cui vai più orgoglioso?
Il prossimo: la nascita del nuovo birrificio, che sta a metà tra il laboratorio di ricerca e sperimentazione di nuove frontiere e la realizzazione di un senso di ospitalità completamente nuovo. Un luogo aperto, trasversale, economico, dove trascorrere una giornata in mezzo alla natura e capire in modo forte quali sono i rapporti tra la terra e la birra. Aprirà a il prossimo luglio, quando festeggeremo i venti anni del Birrificio Baladin.