Tante le curiosità raccontate dal professor Baroni Urbani: "Spicca dalla Germania la famosa e antica etichetta di “Berncastler Doctor”: il vino è di Bernkastel, Doctor è il nome del vigneto e l’etichetta riproduce un immaginario Dottore arruffone che convince i villici a comprare il suo vino.
Per quanto riguarda la Francia, le etichette stampate dalla ditta Labaume Ainé et Fils, la più antica casa vinicola della Borgogna, tra cui - si suppone - ci sia la più antica etichetta di vino stampata su carta tuttora conservata. E poi, champagne dei produttori Lambry, Geldermann & Deutz, con etichette ottocentesche che raffigurano elefanti per l’esportazione in India e la vendita ai maragià indiani, e dallo Stato di New York il vino kosher (per ebrei ortodossi) degli anni ’30 e ’40, con immagini di cammelli e asini che dovrebbero ricordare la Terra Promessa". Un'altra rarità - spiegano sempre da Barolo - è l’etichetta di Pinot Nero prodotto nella vigna più a Nord del mondo, in Norvegia, che riproduce un’opera del pittore Edvard Munch, diversa per ogni annata.
Come sede per la collezione è stato scelto l'ex collegio femminile ai piedi del Castello, ribattezzato WiLa (Wine Labels Collection) dove le etichette hanno trovato posto in diversi armadi. La straordinaria collezione potrà anche essere gustata attraverso appositi percorsi e mostre tematiche che saranno proposti periodicamente.
Il WiLa è visitabile ogni sabato, domenica e giorno festivo a partire dal 25 marzo, dalle 10,30 alle 19.00 con ultimo ingresso alle 18.00.
Il biglietto di ingresso costa 2 euro, mentre il ticket cumulativo WiMu + WiLa ha un prezzo di 9 euro.