Quali sono i passaggi per riconoscere la qualità di un vino? Abbiamo l’esame visivo, limpidezza, colore e consistenza, l’esame olfattivo e l’esame gustativo. Da sempre i sommelier o gli appassionati, da ogni parte del mondo, inclinano il bicchiere, lo ruotano nella mano, lo osservano e lo degustano. La sicurezza nel gesto è spesso il discrimine tra esperti e neofiti. Oggi a sparigliare le carte arriva un nuovo calice, lo “Gira e rigira” da degustazione che dovrebbe rendere più semplice, o almeno alla portata di tutti, il processo di degustazione.
Al primo impatto visivo sembra un calice come gli altri ma un semplice movimento del pollice vi farà cambiare idea: un piccolo perno, posto all’apice dello stelo e alla base del calice permette una rotazione con una leggera imposizione delle dita. Questo farà sì che il calice possa ruotare permettendo una miglior valutazione del vino. .
"E' un'idea semplice -dice Franco Parentini, proprietario dell’azienda Vetrerie di Empoli- e riguarda la consuetudine che abbiamo noi italiani con il vino e con i gesti connessi al berlo, che non sono di tutti: dal sentirne l'odore al farlo ruotare nel bicchiere. 'Gira e rigira' consente, conversando a tavola, di far decantare il vino con un movimento elegante, naturale, senza più alcun imbarazzo o sensazione di inadeguatezza".
Ma quali sono i lati positivi?
La semplicità: nessun movimento inconsulto, nessuna macchia sulla tovaglia, questo bicchiere risolve la degustazione con la sola imposizione del pollice. La rotazione permette di far risaltare il colore, anche nei rossi più impenetrabili; la maggiore superficie del bicchiere bagnata dal vino metterà in risalto gli archetti, per una prima valutazione dell’alcolicità e della fluidità. Per l’esame olfattivo consigliano due tipi di rotazione: la prima, più lenta, per un’anticipazione sul profumo del vino, e la seconda, più veloce, che ci darà il resto delle informazioni necessarie. Un ultimo esame da superare, quello del gusto: un’intensa rotazione effettuata prima della degustazione permetterebbe di perfezionare la percezione delle sensazione gustative. Noi aggiungiamo un ultimo fattore: quello sociale. Il bicchiere “ballerino” è sicuramente un bicchiere fatto per la socialità, attira l’attenzione e agevola la conversazione. Con il rischio, però, di far diventare il vino uno scacciapensieri durante lunghe serate con gli amici (e la troppa ossigenazione, più che esaltare, non rischia di far svanire?)
Ai posteri all'ardua sentenza!