Da un lato il filetto o sottofiletto suino, marinato per almeno una settimana in una speciale salamoia. Dall'altro la pasta del classico salame crudo inserita in un budello. Il filetto così lavorato viene inserito nel budello con la pasta del salame e solo la perizia dei norcini locali fa sì che l'avvicinamento sia perfetto, che il salume resti compatto e che non si creino pericolosi vuoti. È un'arte antica che trova il compimento dopo una stagionatura che va dai 60 ai 90 giorni. Al taglio le due anime, fuse insieme, si distinguono alla vista, ma il sapore è uniforme, la consistenza in bocca particolare. È il bacio di due tecniche di norcineria, raro, quasi introvabile, che merita il viaggio in questo angolo degli Appennini che già gode dell'aria salmastra del mar Ligure.
Tra le botteghe dove scovarlo, c'è, nella frazione Cimaferle, il Salumificio Cima. E per una sosta in zona imperdibile il ristorante albergo Malo (www.albergomalo.it) sulla raccolta piazza di Ponzone, indirizzo da tener caro anche per l'autunno quando qui si celebrano i funghi dell'Appennino ligure.