Il tavolo dello chef è sicuramente il posto più ambito per chi bazzica in cucina. Sedersi con lui, chiacchierare insieme e scoprirne i segreti..sembra un sogno, vero? Forse tramite questa serie potrebbe quasi diventare realtà. Serie-documentario prodotto e ideato da Netflix, realizzato nel 2015, analizza e intervista la vita di sei differenti chef per stagione iniziando con un nome italiano: Massimo Bottura. Questo chef eclettico, che ha rivoluzionato il nostro concetto di ristorazione, è considerato il terzo chef per importanza mondiale. Il documentario inzia con lui, per ora l’unico a rappresentare la nostra cucina, e continua, puntata dopo puntata, con diversi chef tra cui Dan Barber (Blue Hill Restaurant in New York) e Francis Mallmann (El Restaurante Patagonia in Buenos Aires). Interessante scoprire cosa ha portato a determinate scelte culinarie: è esilarante il racconto di Massimo Bottura sul famoso piatto “ Oops, I dropped the lemon tart!". Questo show ci racconta le storie da un punto di vista molto umano e ci fa vedere chi c’è oltre il piatto: lo Chef.
Dopo il successo della prima stagione sono state prodotte altre due stagioni. La terza stagione ha debuttato sulla piattaforma il 17 febbraio e ha tra i suoi ospiti gli chef Virgilio Martinez dal Perù e Jeong Kwan dalla Sud Corea.
Da settembre 2016 è partito uno spin off dedicato solo agli chef francesi che parte con l'eclettico Alain Passard.
Consigliato ai più curiosi, a chi sogna di sedersi a quel tavolo speciale da sempre e a chi vuole avere una storia insieme al piatto.
Cooked di Alex Gibney, basato sul libro “Cotto” di Michael Pollan
Alle orecchie dei più esperti il nome di Michael Pollan non suonerà certo nuovo: con il suo libro "Il dilemma dell’onnivoro" (pubblicato nel 2006, in Italia edito da Giunti) ha dato una piccola scossa al mondo dell’alimentazione, portando l’attenzione su qualcosa che forse abbiamo perso: il legame con le nostre origini alimentari.
Cooked è un documentario basato su un altro libro di Michael Pollan "Cotto", edito da Adelphi. Il documentario è diviso in quattro episodi che riprendono i contenuti dei quattro capitoli del libro: Fuoco, Acqua, Aria e Terra. In ogni episodio lo scrittore Pollan diventa l’intervistato e, attraverso esperienze personali passate e odierne, ci parla del suo rapporto con il cibo. Nel primo episodio “Fire (Fuoco)” il regista Alex Gibney ci porta nell’Australia del Nord, dove la cultura aborigena ha mantenuto il suo rapporto con la terra e la “slowcook”, la cottura lenta.
Nello stesso episodio vedremo Michael Pollan cimentarsi con le gioie (e i dolori e le attese) della cottura su fuoco lento creando, all’interno del suo giardino, una struttura simile a quella usata dalle popolazioni australiane. Ogni episodio ha un sua cultura e un paese diverso da esplorare il tutto accompagnato dal fil rouge del libro e dai commenti di Michael Pollan.
Consigliato a chi ha bisogno di recuperare il rapporto con il cibo, a chi vuole imparare a cucinare (e ha bisogno di una spinta) e a chi, in un mondo di fast food, vorrebbe togliere il “fast” dal suo vocabolario culinario.
Jiro e l’arte del sushi di David Gelb
Ritroviamo ancora il documentarista David Gelb nella nostra lista e questa volta con un focus on su un singolo chef: Jiro Ono, cuoco giapponese specializzato in sushi.
Della durata di un'ora e 19 minuti, questo documentario ci mostra tutta la vita dello chef, partendo da quando, all’età di nove anni, ha iniziato a fare pratica con la preparazione del sushi fino ai giorni nostri, chef di un prestigioso ristorante di Tokyo il Sukiyabashi Jiro. Nel 2012 si è classificato come secondo nella lista dei locali dove è più difficile prenotare un posto sia a causa delle dimensioni ridotte, sia per la reticenza dei gestori ad accettare clienti stranieri accompagnati da guide e traduttori. Il sushi di Jiro Ono viene pagato a caro prezzo ma a quanto pare il costo è accompagnato dal sapore: solo pesce fresco, menù selezionato giorno per giorno, scelta dello chef. Non per niente nel 2008 è stato premiato con 3 stelle Michelin, facendolo diventare il cuoco più anziano ad aver avuto tale onorificenza alla veneranda età di 82 anni.
Consigliato agli appassionati di cucina orientale, a chi vuole apprendere le basi di questa arte e a chi da’ valore e sentimento a ciò che mangia... e anche un po' di magia.